“Mi piace”, “condividi” ed altri modi di essere social.

“Mi piace”, “condividi” ed altri modi di essere social.

Thumb up hand with like text on button. Isolated on white.

Ci fu un tempo in cui comunicare significava lasciare traccia di sé ed il mezzo di comunicazione era esso stesso un messaggio. Le pitture rupestri, ad esempio, avevano senso sia per il contenuto, per ciò che gli autori volevano significare, sia in se stesse. La sola presenza della mano dipinta significava l’essere dell’uomo, la sua consapevolezza creativa e la sua pervicace volontà di rappresentare il mondo.

Con il tempo, il mezzo ha sempre accompagnato il messaggio.
Non sono più tanto sicuro che oggi sia così. Parlo del gesto del “mi piace” o del “condividi” su social network, siti o blog. Cliccare “mi piace” è un gesto ormai automatico, privo di significato partecipativo (almeno in apparenza), e condividere un contenuto non significa veramente apprezzarlo o sostenerlo: si clicca per cliccare, senza partecipazione, senz’anima.
Clicchi “mi piace” per sostenere la lotta alla caccia alle balene, ma non fai nulla per aiutare le balene.
Clicchi “condivido” per diffondere un filmato sull’inquinamento di un lago o di un fiume ma non scendi in piazza per protestare. L’informazione che trapela da questi gesti automatici è del tutto neutra. Apparentemente ti dimostri d’accordo con qualcuno o qualcosa ma nei fatti te ne distanzi in modo irreparabile. Il piano del sostegno virtuale e dell’azione reale si scinde in due.
Forse è vero ciò che scrive Francesco Ianneo nel suo saggio “Memetica”. Forse esistono memi (contenuti minimi del pensiero) in grado di infettare gli organismi viventi e trasmettersi da corpo a corpo in un’eterna battaglia virale tra di essi. Forse i “mi piace” non sono altro che espressione di questi memi che possono ormai esistere senza corporeità, possono essere liberi di navigare dimensioni della coscienza che trascendono la fisicità e creare un superorganismo senziente fine a se stesso.
Forse sarà questo superorganismo il prossimo step evolutivo, il futuro del progresso della biosfera verso la noosfera. Chissà. Nel mezzo stiamo noi, umani sempre meno persone.

Nuccio Cantelmi

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Agisco nel mio piccolo mondo, cercando di gettare ponti attraverso legami deboli.

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